Un’ affascinante iniziativa della Triennale di Milano e della DARC (Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee) è quella di proporre la mostra “Zero Gravity, Franco Albini Costruire le modernità ” in occasione del centenario della nascita dell’architetto e docente milanese.
L’ allestimento proposto è stato ideato da Renzo Piano (in collaborazione con Franco Origoni) e ben esprime il significato poetico del lavoro di Franco Albini. Al pian terreno della Triennale lo studio di una raffinata ragnatela di sottili cavi d’acciaio disegna nell’aria una rete entro la quale vengono sospesi disegni, fotografie, modelli, e testimonianze audiovisive.
Il senso di questo percorso, organizzato seguendo un’ ordine cronologico della carriera del professionista, si pone come obiettivo di offrire un contributo critico alla conoscenza di una delle stagioni più importanti dell’architettura italiana.
La mostra, la cui cura scientifica è di Fulvio Irace, è organizzata per sezioni tematiche affidate a diversi curatori: Macchine celibi, a cura di Fulvio Irace; La Città Nuova: Milano e l’architettura razionale, a cura di Matilde Baffa; Spazi atmosferici: l’architettura degli allestimenti, a cura di Federico Bucci; Gli oggetti dell’abitare, a cura di Silvana Annicchiarico; Stanze della memoria, a cura di Marco Albini; Modernità e tradizione, a cura di Augusto Rossari; L’arte del porgere: il museo tra Albini e Scarpa, a cura di Marco Mulazzani e Orietta Lanzarini; La tecnologia e la città , a cura di Claudia Conforti.
In mostra il video “Franco Albini: Zero Gravity”, ideato e curato da Paola Albini e Gianluigi Bocceda.