ARC Blog

20 nov, 2006

L’architettura sacra nella cultura Cristiano-Ortodossa

Posted by: In: Architettura| Curiosità| Notizie| Opinioni

Free Image Hosting at allyoucanupload.comViviamo in un tempo in cui si afferma a più riprese che non esiste un’architettura religiosa.

L’eminente liturgista Klaus Gamber disse a tal proposito:«La maggioranza delle costruzioni [religiose] sono concepite in senso puramente utilitario. E’ stato coscientemente evitato di renderle opere d’arte ma, ciononostante, sono costate molto. Dal punto di vista tecnico non manca loro nulla: hanno una buona acustica e un’areazione perfetta… Ciononostante queste chiese non sono propriamente delle case di Dio, non sono uno spazio sacro, un tempio del Signore nel quale entrare con piacere per adorare Dio e pregarlo.

Sono delle sale nelle quali riunirsi dove non si entra che nei momenti in cui si svolgono le ufficiature liturgiche. Altre recenti chiese sono state espressamente ideate come opere d’arte. Il loro modello è la cappella di pellegrinaggio di Ronchamp. Le Corbousier, il celebre architetto che l’ha Chiesa di Ronchamp (1954).progettata, era agnostico ed è riuscito a creare un capolavoro d’architettura. Ma questo non ha fatto dell’edificio una chiesa. La costruzione può essere un luogo di preghiera personale che stimola la meditazione ma nulla di più! In seguito, tale modello di Ronchamp fu imitato. Così la costruzione delle chiese si è trasformata in un campo sperimentale nel quale poteva scatenarsi la bizzarria soggettiva degli architetti. Questo si è facilitato dal momento in cui s’è imposto il principio per il quale non esisterebbero ’spazi sacri’ opposti ad un ‘mondo profano’».
[K. Gamber, Zum Herrn hin! Fragen um Kirchenbau und Hinwendung beim Gebet nach Osten].
Non si può negare che quanto viene affermato in questa lunga citazione contenga delle verità che possiamo quotidianamente verificare. Se noi, in questa sezione dedicata all’architettura, facessimo un elenco delle tipologie architettoniche che si possono riscontrare nel mondo ortodosso, non avremo fatto altro che imitare quanto si trova correntemente in qualsiasi buon libro di storia dell’architettura. Anche i migliori testi che trattano dell’architettura religiosa e della particolarità di quella “bizantina” sono, in fondo, piuttosto aridi perché osservano la chiesa e i suoi elementi come se questi non avessero a che fare con la vita degli uomini. Abbiamo così lunghi e dettagliati elenchi dove, con la maggior precisione possibile, si riportano le differenze di stili architettonici nelle varie epoche e nelle diverse regioni geografiche. Ebbene, tutto ciò dal punto di vista strettamente cristiano e ortodosso non serve quasi a nulla.
Con tali criteri asettici non si potrà mai comprendere i profondi motivi per i quali si costruisce una chiesa. Non si capirà, dunque, perché la chiesa è sacra, perché ha una certa disposizione e un certo orientamento.Cattedrale di Reims (XIII sec.)
Chi comincia ad avvicinarsi alla comprensione dell’architettura religiosa in senso ortodosso è Erwin Panofsky. In una sua famosa opera quest’acuto autore esamina il passaggio dallo stile romanico a quello gotico nell’Ile de France in seguito all’insorgere e all’affermarsi della cultura teologica scolastica. Il periodo romanico, nel quale vige la cultura monastica, rispetta il mistero e unisce la teologia alla vita. Le sue chiese, se viste dall’esterno, non fanno indovinare cosa vi sia dentro. Dalle loro piccole finestre penetra poca luce e chi entra nell’edificio si deve abituare poco a poco ad un ambiente raccolto e poco illuminato. Il periodo gotico, viceversa, ha ampie finestre. Dall’esterno si può Cattedrale di Laon (XII-XIII sec.)indovinare la struttura che la chiesa ha nel suo interno. A questa peculiarità architettonica fa pendant la cultura scolastica che vuole illuminare tutto e catalogare con precisione ogni cosa. Nelle nervature dei pilastri, che si slanciano con forza verso l’alto, si indovina tutto lo sforzo intellettuale che l’uomo di ques’epoca compie per inserire in categorie razionali i misteri e la teologia cristiana. Tuttavia lo scopo principale del cristianesimo è quello di essere vissuto, non di essere razionalizzato…
Erwin Panofsky ha suggerito che esiste un intimo legame tra il modo di costruire una chiesa e il modo di pensare e di vivere degli uomini. Non ci deve quindi meravigliare se Klaus Gamber afferma che l’edificio di Ronchamp non è una chiesa. Vivere al di fuori del cristianesimo o in una forma alterata e secolarizzata di cristianesimo produce più o meno gli stessi risultati. Si deve affermare che quanto nasce da artisti e architetti non cristiani potrà essere anche molto interessante, ma non sarà mai espressione del cristianesimo.

Via | Ortodossia

No Responses to "L’architettura sacra nella cultura Cristiano-Ortodossa"

Comment Form

You must be logged in to post a comment.


  • ARC Blog » Blog Archive » Poble Espanyol a Barcellona: [...] Read the original post:  ARC Blog » Blog Archive » Poble Espanyol a Barcellona [...]
  • Jacqueline: complimenti per il sito! ho letto in "chi siamo" componenti dello staff, Angela Magnani. Sei la stessa Angela che ha fatto il liceo artistico a Raven
  • cesareee: difficilmente lascerò la mia bella terra... però è confortante sapere che la mia futura laurea servirà a qualcosa... p.s. è la prima

About

ArcBlog è un progetto nato per diffondere e convogliare in un unico blog, notizie, informazioni ed opioni su tutto ciò che riguarda il mondo dell’Architettura e dell’Edilizia.