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	<title>ARC Blog &#187; Architetti</title>
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	<description>Architettura Ricerca Conoscenza</description>
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		<title>Celebrazioni del centenario della nascita dell&#8217;architetto Edoardo Gellner</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 19:33:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Regionale promuove un progetto culturale e scientifico dal titolo &#8220;Edoardo Gellner 1909/100°&#8221;, articolato in una serie di esposizioni, pubblicazioni, convegni, conferenze, workshop e laboratori di ricerca. Il programma di celebrazioni gellneriane si avvale della collaborazione di Ministero per i Beni e le Attivita&#8217; Culturali PARC &#8211; Direzione generale per la qualita&#8217; e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Regionale promuove un progetto culturale e scientifico dal titolo &#8220;Edoardo Gellner 1909/100°&#8221;, articolato in una serie di esposizioni, pubblicazioni, convegni, conferenze, workshop e laboratori di ricerca.</p>
<p>Il programma di celebrazioni gellneriane si avvale della collaborazione di Ministero per i Beni e le Attivita&#8217; Culturali PARC &#8211; Direzione generale per la qualita&#8217; e la tutela del paesaggio, l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanea e MAXXI Museo nazionale delle arti del XX secolo; Provincia di Belluno; Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti del Veneto; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Belluno; Archivio Progetti Universita&#8217; IUAV di Venezia; Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna, con il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attivita&#8217; Culturali; Comune di Borca di Cadore; Magnifica Comunita&#8217; di Cadore.</p>
<p>Una prima occasione significativa per documentare compiutamente lo spessore della intensa ed originale esperienza progettuale di Edoardo Gellner, nel campo dell&#8217;architettura rurale in area alpina, e&#8217; rappresentata dalla mostra Edoardo Gellner 100 anni di architettura Interni / Interiors allestita presso lo spazio Alexander Hall di Cortina d&#8217;Ampezzo dal 19 luglio al 19 settembre 2009, in cui verra&#8217; proposto un itinerario attraverso le opere piu&#8217; significative dell&#8217;architetto, con particolare riferimento al rapporto tra design e architettura che Gellner sperimenta nelle opere realizzate a Cortina d&#8217;Ampezzo nel periodo delle Olimpiadi del 1956 e al Villaggio ENI di Corte di Cadore voluto da Enrico Mattei. </p>
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		<title>L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 17:02:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione. Verso la realizzazione di un&#8217;idea imprenditoriale L&#8217;avvento delle nuove tecnologie cambia radicalmente le regole del gioco per chi, giovane, s&#8217;inserisce nel mondo del lavoro. La figura tradizionale dell&#8217;architetto che, un tempo, ha fatto dell&#8217;improvvisazione il fiore all&#8217;occhiello à¨ ormai rifiutata da ogni contesto occupazionale e lavorativo. E&#8217; utile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://aycu03.webshots.com/image/46282/2000911095732432096_rs.jpg" alt="copertina libro 2" /> <strong>L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione.<br />
Verso la realizzazione di un&#8217;idea imprenditoriale </strong></p>
<p>L&#8217;avvento delle nuove tecnologie cambia radicalmente le regole del gioco per chi, giovane, s&#8217;inserisce nel mondo del lavoro. La figura tradizionale dell&#8217;architetto che, un tempo, ha fatto dell&#8217;improvvisazione il fiore all&#8217;occhiello à¨ ormai rifiutata da ogni contesto occupazionale e lavorativo. </p>
<p>E&#8217; utile che il giovane laureato, pronto ad entrare nel mondo del lavoro, capisca e recepisca l&#8217;idea che, oltre alla propria cultura di base, formata in ambito universitario, sia necessaria una formazione costante, anche dal punto di vista prettamente tecnico, per poter essere competitivo e poter lavorare nel rispetto di una qualità attesa. In architettura, è oggi necessario rivolgersi alla Qualità, facendo riferimento ad un progetto orientato, nello specifico, al «processo produttivo» delle risorse umane. </p>
<p>E&#8217; stato dimostrato che la qualificazione, in azienda, consente l&#8217;ottimizzazione dei costi e l&#8217;aumento dei ricavi, evitando inutili dispersioni di tempo e migliorando la qualità del processo. Introdurre, nella propria realtà operativa, sia essa organizzata in forma individuale od in forma societaria, un metodo di lavoro volto alla Qualità , significa avviare un processo continuo, senza fine, orientato alla soddisfazione del cliente, attraverso il miglioramento delle procedure ed il monitoraggio costante delle azioni di progetto. </p>
<p>Il testo intende trasmettere al giovane architetto la conoscenza, i principi, i metodi ed i processi di controllo della qualità del progetto, così come delineano le norme internazionali di riferimento. Quanto qui riportato, intende suggerire le azioni necessarie per l&#8217;avviamento della professione, costruita sulla capacità competitiva di quei giovani, che, volontariamente, aderiscono ai principi di garanzia della qualità del proprio lavoro, del rispetto ambientale, della tutela dei lavoratori nonchè all&#8217;eticità del proprio agire.</p>
<p><strong>Autori: Valentina Frigerio e Stefano Lungo</strong><br />
Pitagora Editrice Bologna 2008<br />
n. pagine 280<br />
costo 21,00 Euro</p>
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		<title>8 PONTI per Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 09:21:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Architetti]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione dei suoi 80 anni di attivitÃ  la rivista di architettura arte e design &#8220;Domus&#8221; organizza due weekend di visite guidate gratuite a otto opere del grande maestro GiÃ² Ponti. Ogni partecipante puÃ² comporre a proprio piacimento lâ€™itinerario. Nei week-end del 16-17 e del 23-24 febbraio dalle 10 alle 16 laureandi in architettura accolgono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dei suoi 80 anni di attivitÃ  la rivista di architettura arte e design &#8220;Domus&#8221; organizza due weekend di visite guidate gratuite a otto opere del grande maestro GiÃ² Ponti.</p>
<p>Ogni partecipante puÃ² comporre a proprio piacimento lâ€™itinerario. Nei week-end del 16-17 e del 23-24 febbraio dalle 10 alle 16 laureandi in architettura accolgono i visitatori sul posto e spiegano le singole opere, anche in relazione a edifici di pregio artistico presenti nelle vicinanze.</p>
<p>Bus navetta Atm gratuiti collegano fra di loro, con una frequenza di 20 minuti circa, i luoghi delle visite guidate.</p>
<p>Quando la rivista nacque, nel 1928, su iniziativa di un certo architetto Giovanni Ponti, il target era anche quello delle signore borghesi, cui, per 10 lire, si offrivano consigli di giardinaggio, cucina, arte del ricevere.</p>
<p><span id="more-188"></span><br />
Per festeggiare gli ottant&#8217;anni ininterrotti e celebrare il geniale fondatore, il nuovo direttore Flavio Albanese vara un numero monografico tutto dedicato a Gio Ponti con il contributo di 12 artisti visuali (da Tobias Rehberger a Martin Parr) chiamati a interpretare i suoi progetti piÃ¹ significativi. Ma non solo: siccome l&#8217;architettura Ã¨ un&#8217;espressione artistica che si cala nella vita della cittÃ , Â«DomusÂ» invita i milanesi a scoprire (o riscoprire) i piÃ¹ importanti edifici pontiani con un itinerario guidato.<br />
Forse non tutti sanno che, da nord a sud, dal centro alla periferia, la nostra cittÃ  Ã¨ disseminata di palazzi firmati Gio Ponti: sono oltre 60, ma il tour si concentra su otto. La casa di via Domenichino 1-3 Ã¨ una delle primissime progettate dall&#8217;architetto milanese, che qui realizza una fusione armonica di edificio multipiano e villa all&#8217;italiana. Gli habituÃ© dell&#8217;happy hour conosceranno la Torre Littoria (poi Branca) del Parco Sempione, costruita nel 1933 in occasione della V Triennale e oggi sede di un leopardato locale. Sempre al &#8217;33 risale la casa torre Rasini al 61 di corso Venezia, ultimo progetto condiviso con Emilio Lancia. Poi ci sono il Palazzo ex Montecatini di via Moscova; la Clinica Columbus (nella villa liberty di Giuseppe Sommaruga abitata dalle Missionarie del Sacro Cuore) e la Chiesa del Fopponino in via Giovio. Il Palazzo Montedoria, all&#8217;angolo tra via Doria e via Pergolesi, testimonia il linguaggio architettonico dell&#8217;ultimo Ponti â€” Ã¨ del 1971 â€”, con superfici ceramiche che a seconda dell&#8217;incidenza dei raggi del sole riverberano effetti cromatici diversi. Non poteva infine mancare il Grattacielo Pirelli, oggi sede della Regione Lombardia, che nella sua pressochÃ© intera estensione geografica si puÃ² ammirare dalle vetrate del trentunesimo piano, eccezionalmente accessibile in quest&#8217;occasione. Come il suo coetaneo e compagno di Politecnico Carlo Emilio Gadda, Gio Ponti Ã¨ stato un grande milanese e un grande innovatore: forse l&#8217;ultimo architetto a mettere in pratica una visione verticale della cittÃ .</p>
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		<title>100 anni per Bruno Giacometti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 13:37:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 24 Agosto, Bruno Giacometti ha compiuto 100 anni. Poco nota fra i non addetti ai lavori, l&#8217;opera di Giacometti ha seguito con coerenza l&#8217;ideale di un&#8217;architettura sobria, non ossessionata dall&#8217;estetica e assolutamente moderna. Â«Quando sono andato al politecnico di Zurigo, volevo studiare ingegneria navale. Poi ho visto quel che stava facendo un amico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img521.imageshack.us/img521/3623/200sriimg20070815810816zg0.jpg" border="0" alt="Giacometti"/>Lo scorso 24 Agosto, Bruno Giacometti ha compiuto 100 anni. Poco nota fra i non addetti ai lavori, l&#8217;opera di Giacometti ha seguito con coerenza l&#8217;ideale di un&#8217;architettura sobria, non ossessionata dall&#8217;estetica e assolutamente moderna.</p>
<p>Â«Quando sono andato al politecnico di Zurigo, volevo studiare ingegneria navale. Poi ho visto quel che stava facendo un amico, studente in architettura. E ho capito che anche l&#8217;architettura poteva essere modernaÂ».</p>
<p>Bruno Giacometti Ã¨ probabilmente uno degli ultimi architetti viventi le cui radici affondano direttamente nel modernismo architettonico degli anni Trenta. L&#8217;epoca postmoderna sembra averlo dimenticato. Lui perÃ² non se ne duole troppo. Â«Ogni tanto qualcuno mi scrive, per dirmi che lavora in uno dei miei edifici e vi si trova bene. Questo per me Ã¨ piÃ¹ importante che vedere il mio nome pubblicato in una rivista specializzataÂ».</p>
<p>Tutto l&#8217;articolo su <a href="http://www.swissinfo.org/ita/primo_piano/detail/La_modernita_di_un_architetto_centenario.html?siteSect=108&#038;sid=8082677&#038;cKey=1188046174000&#038;ty=st">Swissinfo.org</a></p>
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		<title>A lezione con Le Corbusier</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 11:38:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una piccola lezione di architettura di Le Corbusier, in un video trovato su YouTube]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="353"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vMHhqF00JLU"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vMHhqF00JLU" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="353"></embed></object></p>
<p>Una piccola lezione di architettura di Le Corbusier, in un video trovato su YouTube</p>
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		<title>&#8220;Venice Gateway&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 09:13:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno dei progetti che potrebbe rivelarsi molto interessante per la cittÃ  di Venezia Ã¨ â€œVenice Gatewayâ€ di F. O. Ghery &#38; Associates ,nel quale unâ€™ architettura molto accattivante ed audace vuole porsi come obbiettivo quello di creare un collegamento tra la nuova aereostazione e la cittÃ  storica via mare. Lâ€™area interessata Ã¨ localizzata ai limiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004669259763969511"><img border="0" src="http://aycu20.webshots.com/image/4019/2004669259763969511_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" align="left" hspace="5"/></a>Uno dei progetti che potrebbe rivelarsi molto interessante per la cittÃ  di Venezia Ã¨ â€œVenice Gatewayâ€ di F. O. Ghery &amp; Associates ,nel quale unâ€™ architettura molto accattivante ed audace vuole porsi come obbiettivo quello di creare un collegamento tra la nuova aereostazione e la cittÃ  storica via mare. </p>
<p>Lâ€™area interessata Ã¨ localizzata ai limiti della laguna e si propone di â€œdialogareâ€ con la darsena attraverso scelte progettuali , materiali e tecnologie che suscitino una sensazione di legame forte tra lâ€™ acqua e quello che Ã¨ unâ€™ importante contesto storico.</p>
<p>â€œLa nuova Porta dâ€™Acqua di Veneziaâ€ appunto che, studiata per spazi polifunzionali, potrebbe rivelarsi un valore aggiunto per una delle cittÃ  piÃ¹ importanti dâ€™ Italia.</p>
<p>Via | <a href="http://www.architetturaamica.it/italiancontemporary/veniceairport/veniceairport001.html">Architetturaamica.it</a></p>
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		<title>Gehry non tocca la scalinata di Rocky</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Oct 2006 12:28:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img174.imageshack.us/img174/6426/200250c0articolo332504listatakesitemtake0immaginetakedo6.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace=5"/></a>I fan del pugile piÃ¹ famoso del mondo, interpretato da Sylvester Stallone, possono stare tranquilli. La scalinata di Filadelfia, quella che Rocky Balboa saliva nel primo film della saga, non sarÃ  toccata dalla ristrutturazione del museo. Frank Gehry, l&#8217;autore del Guggenheim di Bilbao, amplierÃ  il museo neoclassico della cittÃ  statunitense, ma lo scalone monumentale sarÃ  risparmiato assieme alla statua in bronzo che ricorda il pugile.</p>
<p>Gehry, che raddoppierÃ  gli spazi espositivi e curerÃ  il restauro dell&#8217;attuale museo in arenaria, interverrÃ  infatti solo nel sottosuolo, senza toccare l&#8217;attuale struttura esterna: una sorta di Partenone che si affaccia sul Delaware, con sullo sfondo il modernissimo &#8220;skyline&#8221; dell&#8217;antica capitale degli Stati Uniti.</p>
<p><span id="more-143"></span></p>
<p>Il Philadelphia Museum of Art, costruito nel 1928 pensando alla Museum Insel berlinese, Ã¨ uno dei piÃ¹ prestigiosi degli Stati Uniti e possiede una eccezionale collezione di arte del Rinascimento, oltrechÃ© capolavori dei maggiori maestri americani. Il direttore del museo, Anne d&#8217;Harnoncourt, spiega la scelta di Gehry, uno dei piÃ¹ fantasiosi architetti contemporanei, in maniera molto semplice, il suo amore per l&#8217;arte.</p>
<p>Via | <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/spettacolo/articoli/articolo332504.shtml">Tgcom.it</a></p>
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		<title>Zero Gravity, Franco Albini Costruire le modernitÃ </title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 12:54:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217; affascinante iniziativa della Triennale di Milano e della DARC (Direzione generale per l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanee) Ã¨ quella di proporre la mostra &#8220;Zero Gravity, Franco Albini Costruire le modernitÃ &#8221; in occasione del centenario della nascita dellâ€™architetto e docente milanese. Lâ€™ allestimento proposto Ã¨ stato ideato da Renzo Piano (in collaborazione con Franco Origoni) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img89.imageshack.us/img89/8515/200franco20albininz0.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace="5"/></a>Un&#8217; affascinante iniziativa della Triennale di Milano e della DARC (Direzione generale per l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanee) Ã¨ quella di proporre la mostra &#8220;Zero Gravity, Franco Albini Costruire le modernitÃ &#8221;  in occasione del centenario della nascita dellâ€™architetto e docente milanese.</p>
<p>Lâ€™ allestimento proposto Ã¨ stato ideato da Renzo Piano (in collaborazione con Franco Origoni) e ben esprime il significato poetico del lavoro di Franco Albini. Al pian terreno della Triennale lo studio di una raffinata ragnatela di sottili cavi dâ€™acciaio disegna nellâ€™aria una rete entro la quale vengono sospesi disegni, fotografie, modelli, e testimonianze audiovisive.</p>
<p><span id="more-127"></span></p>
<p>Il senso di questo percorso, organizzato seguendo un&#8217; ordine cronologico della carriera del professionista, si pone come obiettivo di offrire un contributo critico alla conoscenza di una delle stagioni piÃ¹ importanti dell&#8217;architettura italiana. </p>
<p>La mostra, la cui cura scientifica Ã¨ di Fulvio Irace, Ã¨ organizzata per sezioni tematiche affidate a diversi curatori: Macchine celibi, a cura di Fulvio Irace; La CittÃ  Nuova: Milano e lâ€™architettura razionale, a cura di Matilde Baffa; Spazi atmosferici: lâ€™architettura degli allestimenti, a cura di Federico Bucci; Gli oggetti dellâ€™abitare, a cura di Silvana Annicchiarico; Stanze della memoria, a cura di Marco Albini; ModernitÃ  e tradizione, a cura di Augusto Rossari; Lâ€™arte del porgere: il museo tra Albini e Scarpa, a cura di Marco Mulazzani e Orietta Lanzarini; La tecnologia e la cittÃ , a cura di Claudia Conforti.</p>
<p>In mostra il video &#8220;Franco Albini: Zero Gravity&#8221;, ideato e curato da Paola Albini e Gianluigi Bocceda.</p>
<p><a href="http://www.triennale.it/index.php?id=1&amp;tbl=0&amp;idq=341">Triennale.it</a></p>
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		<title>Gehry firma il nuovo Museo LVMH</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Oct 2006 21:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il colosso del lusso, LVMH, per volontÃ  di Bernard Arnault, patron del gruppo, collaborerÃ  con Frank Gehry. L&#8217;architetto canadese Ã¨ stato incaricato di costruire un&#8217;imponente opera presso Parigi, dove sorgerÃ  il &#8220;Louis Vuitton Foundation for Creation&#8221;. Si tratta di una costruzione realizzata prevalentemente in vetro, Gehry &#8220;abbandona&#8221; l&#8217;acciaio, per creare una &#8220;nuvola&#8221; che cambierÃ  radicalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img243.imageshack.us/img243/9032/200gehry1jw8.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace="5"/></a>Il colosso del lusso, LVMH, per volontÃ  di Bernard Arnault, patron del gruppo, collaborerÃ  con Frank Gehry.</p>
<p>L&#8217;architetto canadese Ã¨ stato incaricato di costruire un&#8217;imponente opera presso Parigi, dove sorgerÃ  il &#8220;Louis Vuitton Foundation for Creation&#8221;. Si tratta di una costruzione realizzata prevalentemente in vetro, Gehry &#8220;abbandona&#8221; l&#8217;acciaio, per creare una &#8220;nuvola&#8221; che cambierÃ  radicalmente a seconda della luce del giorno.</p>
<p>Il tutto rientra in un progetto in cui LVMH fa la parte del &#8220;Mecenate&#8221;, ospitando mostre molto importanti, esponendo pezzi d&#8217;autore ed alcune edizioni speciali di prodotti a serie limitata dei vari marchi del gruppo.<br />
Via | <a href="http://www.cbc.ca/arts/story/2006/10/02/gehry-paris.html">Cbc.ca</a></p>
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		<title>Per il Ny Times l&#8217;Ara Pacis Ã¨ un flop</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2006 08:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architetti]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Non si placano le polemiche sull&#8217;Ara Pacis. Questa volta Ã¨ il turno del New York Times che spara a zero sul lavoro di Richard Meier. Secondo l&#8217;autorevole quotidiano, l&#8217;edificio &#8221;Ã¨ l&#8217;espressione contemporanea di ciÃ² che puÃ² accadere quando un architetto feticizza il suo stile per auto esaltarsi&#8221;. Per il Times sono da salvare solo alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2002515111940782328"><img border="0" src="http://aycu03.webshots.com/image/4442/2002515111940782328_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com" align="left" hspace="5"/></a>Non si placano le polemiche sull&#8217;Ara Pacis. Questa volta Ã¨ il turno del New York Times che spara a zero sul lavoro di Richard Meier.</p>
<p>Secondo l&#8217;autorevole quotidiano, l&#8217;edificio &#8221;Ã¨ l&#8217;espressione contemporanea di ciÃ² che puÃ² accadere quando un architetto feticizza il suo stile per auto esaltarsi&#8221;. </p>
<p>Per il Times sono da salvare solo alcuni elementi dell&#8217;interno della struttura che ospita la tomba di Augusto, oltre che la scala che dall&#8217;entrata principale porta al lungotevere. </p>
<p>&#8221;L&#8217;opera e&#8217; assurdamente sovrascala&#8221; continua l&#8217;articolo, &#8220;sembra indifferente alla nuda bellezza del tessuto denso e ricco della citta&#8217; che le sta intorno&#8221;.</p>
<p>Via | <a href="http://www.agendalodi.it/adnview.php?ArtID=20060925134045">Agendalodi.it</a></p>
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