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	<title>ARC Blog &#187; azienda</title>
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	<description>Architettura Ricerca Conoscenza</description>
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		<title>Show-room Sfera Design</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 22:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno spazio multifunzionale, aperto, interattivo, un interessante percorso alla riscoperta della bellezza delle opere classiche e del meglio che ha trascinato con sé la modernità: tutto questo e non solo è lo show-room Sfera Design aperto a Pescara nel 2004. Destinata a tutti coloro che sono alla ricerca dell’esclusività, l’azienda è nata da una geniale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno spazio multifunzionale, aperto, interattivo, un interessante percorso alla riscoperta della bellezza delle opere classiche e del meglio che ha trascinato con sé la modernità: tutto questo e non solo è lo show-room Sfera Design aperto a Pescara nel 2004. Destinata a tutti coloro che sono alla ricerca dell’esclusività, l’azienda è nata da una geniale intuizione di Barbara Scevola e Gianluca Cotumaccio che hanno al loro attivo anni di esperienza nel settore dell’arredamento e nella progettazione d’interni.</p>
<p>Un elegante e particolare spazio creativo nel panorama abruzzese, una superficie di 110 mq perfettamente inserita nel paesaggio urbano grazie alla sua posizione centrale e a quattro vetrine fronte strada che, prive di sfondo, consentono di osservare dall’esterno le caratteristiche dell’allestimento interno, suscitando così la curiosità del passante. Il layout espositivo segue dei percorsi tematici, contestualizzando in questo modo le proposte. Uno spazio unico per far risaltare le suggestioni delle singole ambientazioni che raccontano i luoghi della casa: in un solo ambiente sono arredate ad hoc diverse zone che, alternate ogni tre mesi, conducono il cliente dalla luminosa vivacità di quelle giorno alla magia più soft di quelle notte.</p>
<p>Sfera Design ospita realizzazioni di mobili ed arredi su misura in diversi materiali, sia antichi che contemporanei, opere tessili come cuscini e tende esclusivissime, realizzate con tessuti pregiati e pietre preziose, tappeti ed oggettistica, scenografici lampadari, oltre a quadri e sculture di artisti emergenti o già affermati a livello anche europeo.<br />
<span id="more-233"></span><br />
Il vero punto di forza di Sfera Design sono i prodotti commercializzati col proprio brand, realizzati con precisione e dettaglio, rigorosamente artigianali e unici: particolarissimi i mobili con intagli e intarsi a mano, le lavorazioni foglia oro e foglia argento, i ricami con filo di seta e pietre preziose, oro 18k, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Oltre agli arredi e alle opere tessili a marchio proprio e ai progetti e pezzi di design, il ricco e variegato assortimento propone complementi, cucine, infinite soluzioni per la zona living e raffinate idee per la notte di numerose aziende accuratamente selezionate.</p>
<p>“Progettare e realizzare con la stessa cura, con lo stesso livello di precisione e dettaglio e con la stessa passione un complemento, un mobile o un ristorante o un negozio per la felicità e la soddisfazione del cliente”, questa è la mission dello show-room di Pescara.</p>
<p>Sfera Design offre un servizio completo al cliente: dalla progettazione, di cui è spesso co-creatore, esprimendo di volta in volta i suoi desideri, alla realizzazione, affidata ad artigiani altamente specializzati che con stile e professionalità consegnano al cliente il prodotto finito sempre e rigorosamente unico. Residenze private, negozi, stand e uffici vengono costruiti e ricostruiti con la formula “chiavi in mano”: muratori, falegnami, fabbri, tappezzieri ecc., coordinati dall’azienda pescarese, concorrono alla realizzazione del prodotto finito.</p>
<p>Quindi un completo orientamento consumer centric: il cliente esprime le sue esigenze, viene consigliato e seguito nel suo processo decisionale, sceglie ed ordina, e al resto pensa Sfera Design, sia che si tratti della realizzazione di un progetto sia che si tratti della ricerca di un semplice pezzo mancante: un tappeto, un quadro, un tendaggio, un lampadario ecc., sia nuovo che di modernariato.</p>
<p>Sfera Design è uno spazio vivace e sofisticato che deve il suo successo all’intesa perfetta che c’è  tra i suoi due ideatori: le capacità organizzative di Gianluca e la creatività di Barbara hanno reso lo show-room un unicum nel territorio nazionale.</p>
<p>L’innata passione per la progettazione architettonica, la dettagliata conoscenza delle normative e dei regolamenti edilizi e le ottime capacità tecniche e organizzative permettono a Gianluca di coordinare quotidianamente il team di operai specializzati affinché i lavori siano perfettamente eseguiti nel rigoroso rispetto dei termini stabiliti con il cliente.</p>
<p>L’intuito di Barbara, da sempre appassionata di design e di moda, e la sua innata raffinatezza ed eleganza, le consentono di progettare con buon gusto, sia una residenza privata che una serie di articoli, dando sempre un surplus di valore alle sue creazioni. La sua passione per i colori invece, le permette di creare nello show-room suggestive atmosfere e scenografici allestimenti che cambiano a seconda delle stagioni, del tema o delle festività; in particolare in occasione del Natale e della Pasqua vengono sperimentate combinazioni di colori e materiali inusuali ed assolutamente originali.</p>
<p>L’azienda si distingue, inoltre, per il costante aggiornamento e per la capacità di lavorare in team che si traduce nella continua ricerca di punti vendita in tutta Italia dove poter esporre le proprie creazioni e nell’apertura a collaborazioni, come interior design, con studi di architettura e ingegneria di tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Un vero luogo delle emozioni che racconta la casa a 360 gradi dove l’eccellenza dei servizi offerti, la selettività nella scelta dei materiali e l’attenzione nell’andare incontro alla esigenze del singolo mirano a costruire una brand image forte del concetto di esclusività.</p>
<p>SFERA design</p>
<p>Via Caduta del forte, 36</p>
<p>65121 Pescara</p>
<p>Tel. Fax – 085/2924031</p>
<p>www.sferadesign.net &#8211; info@sferadesign.net</p>
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		<title>Case ecologiche e architettura in legno: Stratex unisce design e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 13:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel cuore ella Carnia, a Sutrio, nascono le case ecologiche di design realizzate da Stratex che vuole dare corso ad una nuova concezione della architettura in legno. Un’architettura in cui estetica e attenzione al risparmio energetico convivono in perfetta armonia. L’esperienza di Stratex, azienda specializzata in progettazione e produzione di strutture in legno lamellare, comprende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore ella Carnia, a Sutrio, nascono le case ecologiche di design realizzate da Stratex che vuole dare corso ad una nuova concezione della architettura in legno. Un’architettura in cui estetica e attenzione al risparmio energetico convivono in perfetta armonia.<br />
L’esperienza di Stratex, azienda specializzata in progettazione e produzione di strutture in legno lamellare, comprende da tempo la realizzazione di case ecologiche in linea con i dettami della bioarchitettura. L’azienda, grazie alla collaborazione con l’architetto Carlo Colombo, è in grado di proporre nell’ambito della architettura in legno anche case ecologiche di grande design che si discostano notevolmente dal concetto tradizionale di casa in legno. </p>
<p>Queste ville e case sono improntate alle regole dell’edilizia ecologica, ma si propongono esteticamente come edifici dall’architettura essenziale dove il rapporto con l’ambiente è esaltato dalla linea minimalista, così che le residenze possano entrare con armonia nel paesaggio urbano. Viene così enfatizzato ed ottimizzato il rapporto tra edificio e contesto, primo dei criteri sottesi al concetto di edilizia ecologica. In secondo luogo si privilegia la qualità della vita ed il benessere psico-fisico dell’uomo oltre alla salvaguardia dell’ecosistema. L’impiego di risorse naturali nella costruzione degli edifici è poi il criterio costruttivo di base che guida tutta la fase di progettazione e realizzazione di queste case ecologiche.</p>
<p>Il legno di abete rosso proveniente da foreste certificate del centro Europa è la materia prima con cui Stratex opera. Un materiale che lega in modo indissolubile l’azienda alla Natura, al rispetto per la vita e per la salute dell’ambiente e dell’uomo.<br />
<span id="more-224"></span><br />
Robustezza e flessibilità, assieme. Un’anima viva che si piega ai rigori della tecnologia ingegneristica e dell’architettura in legno.<br />
Sono questi i valori che sostengono la filosofia industriale dell’azienda di Sutrio, da sempre impegnata nello sviluppo di innovazione e ricerca ed attenta ad un costante e rigoroso controllo della qualità. Per questo tutte le case ecologiche godono delle certificazioni che l’azienda ha ottenuto negli anni, per garantire progetti e realizzazioni in piena sintonia con i concetti di bioarchitettura e architettura in legno. In linea con le regole dettate dalla normativa europea Stratex ha ottenuto la certificazione ISO 9001:2000 e quella di categoria A per strutture di grandi luci rilasciata dall’Istituto Ottograf di Stoccarda.</p>
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		<title>nuova versione del Software solidThinking per lo Stile e l’Industrial Design</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 13:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il collaudato software Italiano accelera il processo di sviluppo concettuale, consentendo di creare, esplorare e valutare alternative a costi contenuti. La software-house solidThinking, www.solidthinking.com, leader nel settore dell’Industrial Design/Styling &#8211; divenuta strumento dominante tra le Firme Italiane del Design, come la gioielleria, l’elettronica di consumo, l’arredo e la nautica &#8211; annuncia la disponibilità a livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il collaudato software Italiano accelera il processo di sviluppo concettuale, consentendo di creare, esplorare e valutare alternative a costi contenuti.</p>
<p>La software-house solidThinking, <a href="www.solidthinking.com">www.solidthinking.com</a>, leader nel settore dell’Industrial Design/Styling &#8211; divenuta strumento dominante tra le Firme Italiane del Design, come la gioielleria, l’elettronica di consumo, l’arredo e la nautica &#8211; annuncia la disponibilità a livello mondiale della nuova versione che esce contemporaneamente sia su piattaforma Windows che Mac.</p>
<p>&#8220;Siamo lieti di annunciare l’introduzione della più completa release di solidThinking ad oggi realizzata&#8221;, afferma Alessandro (Alex) Mazzardo, Vice Presidente del Marketing e Product Strategy, che ha costituito solidThinking nel 1991 con il fratello Mario, vp management e product design.<br />
&#8220;solidThinking è estremamente flessibile, un software ’what-if’ per la comunità dei creativi &#8211; industrial designer, centri stile, aziende di design, e per chiunque debba sviluppare nuovi prodotti &#8211; che consente di valutare ed esplorare nuove idee facilmente, rapidamente e a costi contenuti, senza le<br />
limitazioni dei software tradizionali&#8221;.<br />
<span id="more-209"></span><br />
&#8220;La comunità dei designers che utilizzano solidThinking beneficia del più integrato e veloce motore di rendering disponibile sul mercato, che produce modelli virtuali fotorealistici di elevata qualità,&#8221; afferma Mario Mazzardo. &#8220;solidThinking comprime il ciclo sviluppo prodotto limitando lo spettro delle alternative virtuali praticabili, riducendo il numero di prototipi fisici, ed evitando la necessità di rimettere mano al design nelle successive fasi di<br />
ingegnerizzazione.&#8221;</p>
<p>Liberando i designers dalle limitazioni che si riscontrano in altri software, la versione 7.6 di solidThinking incorpora numerose caratteristiche distintive:</p>
<p>&#8211; Offre una Storia di Costruzione illimitata, riconosciuta come la migliore del mercato, che consente di esplorare qualsiasi alternativa sulla base di un progetto esistente. La sua capacità di rimodellare in 3D senza limiti è l’elemento centrale che lo rende un generatore di idee che promuove l’innovazione.<br />
&#8211; Incoraggia l’utente a sperimentare in ogni momento durante il ciclo progettuale. Quando emergono nuove idee e direzioni progettuali, piuttosto che iniziare da zero, è possibile trarre vantaggio dalla Storia di Costruzione per rivedere lo stile del progetto.<br />
&#8211; Permette la modifica in tempo reale dei parametri con totale interattività; variazioni e modifiche richiedono al massimo pochi secondi.<br />
&#8211; Consente la modifica simultanea di parametri e punti di controllo: anche quando occorre &#8220;scolpire&#8221; piccole aree del modello e l’utente deve operare su un numero limitato di punti.<br />
&#8211; Offre accuratezza e flessibilità elevate nel disegno di curve e un set completo di strumenti avanzati di modellazione.<br />
&#8211; Adotta uno dei più veloci e meglio integrati motori di rendering dotato di un’interfaccia utente intuitiva.<br />
&#8211; Realizza rapidamente rendering 3D fotorealistici di alta qualità, con sofisticate tecniche di illuminazione globale, per la valutazione dei colori e delle finiture.<br />
&#8211; Si integra completamente con i sistemi CAD/CAM/CAE.<br />
&#8211; E’ attualmente l’unico sistema computer-aided industrial design (CAID) disponibile sia su Windows che su Mac OS X.</p>
<p>Le aziende che si affidano a solidThinking comprendono alcune tra le maggiori nei settori dell’arredo, dell’elettronica di consumo, dell’automotive, dell’illuminazione, della calzatura, della gioielleria ed orologeria, delle attrezzature sportive, della nautica da diporto, del packaging e di altri settori del manifatturiero. Migliaia di progettisti usano solidThinking per sviluppare prodotti e packaging per società e marchi ben noti, tra cui Azimut Yachts, Bulgari, Cartier, Diesel, DuPont, Fujitsu, Hugo Boss, Italdesign Giugiaro, Korg, MacGregor Golf, Mares, Masterfoods, Merck, Nestle, Nikon, Panerai, Peg Perego, Pininfarina, Scavolini, Thomson, Tisettanta, Toshiba, Toyota, Volkswagen e Volvo.</p>
<p>Il lancio internazionale di solidThinking 7.6 &#8211; che comprende un motore di rendering migliorato ancora più potente e veloce, nuove funzionalità di rendering, una più efficiente interfaccia utente e molte facilitazioni d’uso &#8211; segue la recente acquisizione degli asset societari da parte di Altair Engineering (www.altair.com), azienda multinazionale leader tecnologica, basata in Michigan. Altair ha una solida esperienza nello sviluppo di canali di vendita e di supporto per promuovere l’adozione di solidThinking, in numerosi settori industriali e bacini geografici. Robert Little, già Presidente di Altair Engineering Canada, Ltd., ha assunto la Presidenza di solidThinking.</p>
<p>&#8220;solidThinking 7.6 presenta un ambiente che amplifica l’abilità creativa dei progettisti, consentendo l’esplorazione di nuove idee, stupisce per le immagini innegabilmente realistiche, ad un prezzo che offre un eccellente ROI&#8221;, afferma Little.</p>
<p>Il Direttore di Gartner Research Marc Halpern, così commenta: &#8220;Il software per l’Industrial Design sta acquisendo sempre maggiore importanza come mezzo per rendere &#8220;fluido&#8221; il flusso di lavoro, dalla concezione all’immissione sul mercato, consentendo a più utenti, dal product design al marketing, fino alla produzione, di fornire il loro contributo.</p>
<p>Riconoscimenti<br />
&#8220;solidThinking è uno strumento perfetto per individuare nuove soluzioni in maniera molto intuitiva&#8221; dice Marco Borraccino, responsabile progettazione della Panerai, un ben noto produttore di orologi di lusso. &#8221; Ho utilizzato solidThinking per molti anni e, release dopo release, il software ha costantemente evoluto le proprie funzionalità, focalizzando le esigenze degli utenti. Inoltre, il suo motore di rendering produce velocemente delle immagini fotorealistiche di grande impatto.&#8221;</p>
<p>&#8220;solidThinking ci ha aiutato a comprimere in modo significativo il ciclo di sviluppo prodotto&#8221;, afferma Aristide Barone, designer manager della Mares, un riconosciuto leader mondiale di attrezzature tecnologicamente avanzate per immersioni subacquee. &#8220;Siamo lieti di verificare i continui miglioramenti di questo prodotto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Finalmente un vero software per il design industriale che permette di muoverci velocemente dal primo abbozzo al risultato finale, fornibile al manufacturing&#8221;, dice Paolo Capeci, responsabile del design alla Korg, che produce strumenti musicali elettronici. &#8220;Ho scelto di lavorare con solidThinking perché possiede una modellazione intuitiva e potente e, con la sua Storia di Costruzione, puoi tenere sotto controllo tutto il flusso di progetto.&#8221;</p>
<p>&#8220;Abbiamo utilizzato solidThinking negli scorsi sei anni per trasformare I nostri concetti in oggetti tridimensionali&#8221;, dichiara Jr Neville Songwe, product designer e presidente della Joneso Design and Consulting, Inc., che ha creato Brijo, un sistema informativo e di comunicazione che si integra con la strumentazione di bordo di veicoli per le forze dell’ordine. &#8220;Unici in solidThinking sono la facilità e flessibilità che fornisce ai nostri progettisti. E’ uno dei pochi software pensato in modo sartoriale per i designer. Inoltre incoraggia la creatività e minimizza la gestione tecnica, cosa che altre applicazioni 3D non svolgono altrettanto bene&#8221;.</p>
<p>Vedetelo in azione, provatelo, e acquistatelo.<br />
I designer e i creativi possono facilmente sperimentare i vantaggi di solidThinking. Su www.solidthinking.com, si trovano video, dimostrazioni e webinar. E’ possibile scaricare una versione di valutazione, ed acquistare il software.</p>
<p>Chi è solidThinking Inc.<br />
solidThinking Inc, basata a Troy, Michigan, sviluppa e distribuisce software per il design e lo styling industriale. solidThinking fornisce un valido aiuto per ideare, esplorare e valutare facilmente e rapidamente le alternative progettuali, senza le limitazioni dei software CAD tradizionali.<br />
I designer usano solidThinking per ottenere prototipi virtuali 3D in resa fotorealistica. I settori industriali serviti comprendono: architettura, arredamento, illuminazione, automotive, elettronica di consumo, gioielleria e orologeria, packaging, nautica da diporto. solidThinking è una società totalmente controllata da Altair Engineering, Inc. (www.altair.com). Altair Engineering è un’azienda privata e impiega oltre 1300 dipendenti in Nord e Sud America, Europa e Asia/Pacifico.</p>
<p>Sito Web: http://www.solidthinking.com</p>
<p>http://www.altair.com</p>
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		<title>L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 17:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione. Verso la realizzazione di un&#8217;idea imprenditoriale L&#8217;avvento delle nuove tecnologie cambia radicalmente le regole del gioco per chi, giovane, s&#8217;inserisce nel mondo del lavoro. La figura tradizionale dell&#8217;architetto che, un tempo, ha fatto dell&#8217;improvvisazione il fiore all&#8217;occhiello à¨ ormai rifiutata da ogni contesto occupazionale e lavorativo. E&#8217; utile che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://aycu03.webshots.com/image/46282/2000911095732432096_rs.jpg" alt="copertina libro 2" /> <strong>L&#8217;Architetto e la Qualità nella professione.<br />
Verso la realizzazione di un&#8217;idea imprenditoriale </strong></p>
<p>L&#8217;avvento delle nuove tecnologie cambia radicalmente le regole del gioco per chi, giovane, s&#8217;inserisce nel mondo del lavoro. La figura tradizionale dell&#8217;architetto che, un tempo, ha fatto dell&#8217;improvvisazione il fiore all&#8217;occhiello à¨ ormai rifiutata da ogni contesto occupazionale e lavorativo. </p>
<p>E&#8217; utile che il giovane laureato, pronto ad entrare nel mondo del lavoro, capisca e recepisca l&#8217;idea che, oltre alla propria cultura di base, formata in ambito universitario, sia necessaria una formazione costante, anche dal punto di vista prettamente tecnico, per poter essere competitivo e poter lavorare nel rispetto di una qualità attesa. In architettura, è oggi necessario rivolgersi alla Qualità, facendo riferimento ad un progetto orientato, nello specifico, al «processo produttivo» delle risorse umane. </p>
<p>E&#8217; stato dimostrato che la qualificazione, in azienda, consente l&#8217;ottimizzazione dei costi e l&#8217;aumento dei ricavi, evitando inutili dispersioni di tempo e migliorando la qualità del processo. Introdurre, nella propria realtà operativa, sia essa organizzata in forma individuale od in forma societaria, un metodo di lavoro volto alla Qualità , significa avviare un processo continuo, senza fine, orientato alla soddisfazione del cliente, attraverso il miglioramento delle procedure ed il monitoraggio costante delle azioni di progetto. </p>
<p>Il testo intende trasmettere al giovane architetto la conoscenza, i principi, i metodi ed i processi di controllo della qualità del progetto, così come delineano le norme internazionali di riferimento. Quanto qui riportato, intende suggerire le azioni necessarie per l&#8217;avviamento della professione, costruita sulla capacità competitiva di quei giovani, che, volontariamente, aderiscono ai principi di garanzia della qualità del proprio lavoro, del rispetto ambientale, della tutela dei lavoratori nonchè all&#8217;eticità del proprio agire.</p>
<p><strong>Autori: Valentina Frigerio e Stefano Lungo</strong><br />
Pitagora Editrice Bologna 2008<br />
n. pagine 280<br />
costo 21,00 Euro</p>
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		<title>Nuovo impianto per la certificazione e test di unitÃ  fotovoltaiche</title>
		<link>http://www.arcblog.com/199/nuovo-impianto-per-la-certificazione-e-test-di-unita-fotovoltaiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 11:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Underwriters LaboratoriesÂ® (UL), leader mondiale nella sicurezza e certificazioni di prodotto, annuncia per il 2008 la realizzazione di un impianto d&#8217;avanguardia per lâ€™esecuzione di test fotovoltaici e certificazione nella Silicon Valley. L&#8217;investimento di diversi milioni di dollari per la costruzione di un impianto di circa 1.500 metri quadrati, Ã¨ mirato ad accrescere le capacitÃ  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Underwriters LaboratoriesÂ® (UL), leader mondiale nella sicurezza e certificazioni di prodotto, annuncia per il 2008 la realizzazione di un impianto d&#8217;avanguardia per lâ€™esecuzione di test fotovoltaici e certificazione nella Silicon Valley.</p>
<p>L&#8217;investimento di diversi milioni di dollari per la costruzione di un impianto di circa 1.500 metri quadrati, Ã¨ mirato ad accrescere le capacitÃ  di test per il settore dell&#8217;energia rinnovabile e di agevolare lâ€™immissione sul mercato delle apparecchiature fotovoltaiche con il marchio di certificazione UL. La societÃ  intende avviare la costruzione nei primi mesi del 2008, prevedendo di assumere circa 25 adetti fra tecnici e staff nei prossimi cinque anni per offrire una gamma completa di servizi di pre-certificazione, inclusi R&#038;D e formazione.</p>
<p>&#8220;La realizzazione di un impianto di test fotovoltaico UL rappresenta una notizia importante per l&#8217;industria del solare. L&#8217;accresciuta capacitÃ  di test dovrebbe tradursi in tempi di realizzazione piÃ¹ brevi per la certificazione dei moduli solari, un fattore importante per unâ€™immissione piÃ¹ veloce degli apparecchi solari sul mercato&#8221;, afferma Tom Kimbis, Acting Program Manager per il programma Solar Program del Department of Energy statunitense.</p>
<p>&#8220;UL riconosce che l&#8217;energia rinnovabile rappresenta un&#8217;importante area di crescita e intende pienamente fornire servizi di accesso al mercato in grado di integrare la nostra esperienza nell&#8217;ambito della certificazione e dei test di sicurezza&#8221;, afferma Bill Colavecchio, vicepresidente e General Manager del Global Industrial Products Sector di UL.<br />
<span id="more-199"></span><br />
Il tasso di crescita globale annuo relativo ai prodotti fotovoltaici Ã¨ salito del 30% negli ultimi anni, secondo Worldwatch. Il requisito secondo cui i moduli fotovoltaici necessitano di un marchio di conformitÃ  agli standard UL nel mercato statunitense e canadese &#8211; nonchÃ© agli standard IEC (International Electrotechnical Commission) in ambito internazionale &#8211; ha accresciuto la domanda di servizi di test e certificazione.</p>
<p>La decisione di realizzare l&#8217;impianto nella Silicon Valley consente a UL di collaborare con il crescente numero di aziende giÃ  esistenti e in fase d&#8217;avviamento che stanno introducendo nella produzione convenzionale le nuove tecnologie, compresi il fotovoltaico a film sottile, l&#8217;energia solare concentrata e altre tecnologie a cellule, quali CIGS e CdTe.</p>
<p>UL sta lavorando al programma SolarTech Initiative insieme al Silicon Valley Leadership Group, con l&#8217;obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di costruttori di apparecchiature solari. La partnership fornirÃ  l&#8217;opportunitÃ  di introdurre una disciplina relativa alla sicurezza durante le fasi iniziali dello sviluppo dei prodotti nella catena logistica fotovoltaica e contribuirÃ  alla fornitura di una soluzione end-to-end per le societÃ  fotovoltaiche.</p>
<p>&#8220;Questo accordo di collaborazione con UL apre la strada a nuove tecnologie nella Silicon Valley e favorirÃ  l&#8217;innovazione, creerÃ  posti di lavoro e farÃ  crescere il settore&#8221; ha affermato Tom McCalmont, presidente di SolarTech e CEO di REgrid Power.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sui servizi fotovoltaici UL, visitare il sito <a href="http://www.ul.com/dge">http://www.ul.com/dge</a> oppure contattare il personale del locale Servizio clienti UL.</p>
<p>Per informazioni sul programma Solar America Initiative, visitare il sito <a href="http://www1.eere.energy.gov/solar/solar_america/index.html">http://www1.eere.energy.gov/solar/solar_america/index.html</a> e il sito Solar America Board for Codes and Standards all&#8217;indirizzo <a href="http://www.solarabcs.org">http://www.solarabcs.org</a>.</p>
<p>Per ulteriori informazioni su SolarTech visitare <a href="http://www.solartech.org">www.solartech.org</a> oppure il sito del Silicon Valley Leadership Group <a href="http://www.svlg.net">www.svlg.net</a></p>
<p># # #</p>
<p>Underwriters Laboratories Inc. Underwriters Laboratories Inc. (UL) Ã© un ente indipendente che si occupa di certificazione di prodotto, effettuando prove e scrivendo norme di sicurezza, da oltre un secolo. UL valuta la sicurezza di oltre 19,000 tipologie di prodotto, componenti, materie prime, sistemi aziendali; 21 miliardi di Marchi UL certificano i prodotti di 71,000 produttori ogni anno. Il network di filiali e strutture UL nel mondo, include 66 laboratori, per testare e certificare prodotti in 104 paesi. UL Ã¨ inoltre l&#8217;unico organismo NCB (National Certification Body) per il fotovoltaico nel Nord America e un laboratorio di test accreditato dall&#8217;OSHA (Occupational Safety and Health Administration) come laboratorio NRTL (Nationally Recognized Testing Laboratory). Visitare: www.UL.com/newsroom.</p>
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		<title>Milano design week 2008_anticipazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 09:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<description><![CDATA[Parallelamente all&#8217;esposizione internazionale del Salone del mobile di Milano, 16-21 Aprile 2008, la cittÃ  diventa laboratorio di nuove tendenze con la promozione di eventi speciali come ZonaTortona Design 2008, Fuorisalone in Bovisa, That&#8217;s Design!. ZonaTortona Design 2008 &#8211; The Sign of Design The Sign of Design &#8211; questo il nuovo pay-off, come riferimento allâ€™importante ruolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parallelamente all&#8217;esposizione internazionale del Salone del mobile di Milano, 16-21 Aprile 2008, la cittÃ  diventa laboratorio di nuove tendenze con la promozione di eventi speciali come ZonaTortona Design 2008, Fuorisalone in Bovisa, That&#8217;s Design!.</p>
<p><strong>ZonaTortona Design 2008 &#8211; The Sign of Design</strong><br />
The Sign of Design &#8211; questo il nuovo pay-off, come riferimento allâ€™importante ruolo che la ZonaTortona occupa nel settore del design come luogo dove â€˜talentscoutâ€™ di designer emergenti e promotore del â€˜sistema designâ€™ a livello internazionale.Oltre alle numerose novitÃ  di questâ€™anno, ZonaTortona Design 2008 vedrÃ  anche il ritorno di alcuni storici espositori presenti nelle edizioni passate, si riconferma la presenza di: Moooi, ideata da Marcel Wanders, la storica azienda italiana Bisazza, Via (per la promozione del design francese), Paola Lenti, Pircher e Swarovsky. Inoltre, in contemporanea ad Eurocucina, anche ZonaTortona ospiterÃ  diverse aziende leader del settore tra cui Valcucine e la Cucina Alessi che presenteranno il loro progetto in un unico<br />
grande spazio (allâ€™interno del Superstudio PiÃ¹) e Boffi con i progetti delle Cucine e del Bagno (Magazzini Porta Genova).<br />
Questâ€™anno vi Ã¨ anche una grande e qualificata novitÃ  da scoprire: Forcella 5, 2000 mq di eccellenza. Lâ€™evento che si svolgerÃ  al suo interno conta lâ€™importante presenza di Paola Lenti con le sue ultime collezioni, insieme ad altri selezionati brand internazionali protagonisti del living privato e pubblico, tra cui B&amp;T Design, Carl Hansen ed Eclettis. Un evento, uno shoowroom temporaneo dedicato ai professionisti, ai dealers e ai general contractors interessati alla fascia alta di mercato.<br />
<span id="more-193"></span><br />
<strong>Fuorisalone Triennale Bovisa</strong><br />
Triennale Bovisa presenta i due eventi principali ai quali saranno affiancate altre iniziative che verranno presentate successivamente.<br />
<strong>Gaetano Pesce</strong> presenta unâ€™installazione composta da tre cabinet a grandezza uomo in resina, â€œMantegnaâ€ (con il profilo di Mantegna) â€œCavalloâ€ e â€œAcquaâ€ e Fish table, nuova proposta di tavolo, allâ€™interno del Pink Pavillion, intervento sperimentale che Gaetano Pesce ha disegnato proprio per Triennale Bovisa e con il quale ha sperimentato lâ€™uso del poliuretano espanso nellâ€™edilizia.<br />
<strong>Antonio Merloni spa</strong> â€œDaily Designâ€ â€“ collezione di elettrodomestici quotidiani per il marchio Ardo Antonio Merloni spa crede possibile investigare le tematiche del progetto dell&#8217;oggetto industriale e proporre un nuovo modo di pensare gli elettrodomestici. Abbandonando logiche estetiche ed economiche che si rivolgono a ristrette fasce di pubblico, ha individuato nel prossimo Fuorisalone l&#8217;occasione per presentare al trade, alla stampa e al pubblico l&#8217;inizio di questo percorso che<br />
vorrebbe connotasse il futuro dell&#8217;Azienda.<br />
I concept di frigo, lavastoviglie, lavatrici e cucine rappresentano un&#8217;indagine che Ã¨ partita dalla considerazione delle logiche industriali di produzione e dall&#8217;uso concreto dei prodotti, e vuole dimostrare come per noi sia ancora possibile ironizzare le forme degli apparecchi rendendoli al contempo giocosi.<br />
Il progetto espositivo, fortemente relazionato al luogo che lo accoglierÃ , prevede la contestualizzazione degli apparecchi in situazioni che amplificheranno le diverse proposte estetiche dimostrando anche la nostra vicinanza alla realtÃ  abitativa quotidiana.</p>
<p>16-21 Aprile 2008 Via Lambruschini 31</p>
<p><strong>BaseB-metriquadricreativi</strong> BaseB diventa BaseZanotta per festeggiare i 40 anni della famosa poltrona con lâ€™evento: â€œ40 Sacco per 40 Anni. Mostra celebrativa per i 40 anni della Poltrona Saccoâ€.</p>
<p>16-21 Aprile 2008 &#8211; via Lambruschini 36, Milano</p>
<p><strong>Ex-Gasometri</strong> Via Giampietrino 24 Milano<br />
Slide presenta, negli ex-gasometri di via Giampietrino 24, le nuove collezioni disegnate da Giulio<br />
Cappellini, Flavio Lucchini, Paola Navone e Marcel Wanders.</p>
<p><strong>That&#8217;s Design!</strong><br />
Ritorna, dopo il successo della prima edizione a ZonaTortona Design 2007, Thatâ€™s Design! &#8211; The New Creative Generation.<br />
Promosso da Domus Academy, Consorzio POLI.design e FacoltÃ  del Design del Politecnico di Milano e ZonaTortona, Ã¨ lâ€™evento dedicato alle scuole internazionali di design che confluiranno da quattro continenti. Questâ€™anno Thatâ€™s Design! sarÃ  ospitato dentro gli affascinanti spazi industriali dellâ€™area ExAnsaldo (Via Tortona 54), una location che darÃ  risalto alla creativitÃ  dei progetti degli studenti in un allestimento tutto nuovo. In mostra i designer ed i prodotti selezionati dalle varie scuole: uno show-case dove universitÃ , accademie e giovani professionisti possano presentarsi e confrontarsi attraverso i loro progetti, prodotti e idee; unâ€™occasione di incontro tra impresa e giovani progettisti.</p>
<p><a href="http://zonatortona.it/italiano/index.htm"></p>
<p></a></p>
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		<title>Nasce Foscarini Lab</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 15:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A conferma dellâ€™impegno costante nellâ€™ambito della ricerca e della sperimentazione nonchÃ© della propria vocazione di talent scout, Foscarini vara il progetto Foscarini Lab, una serie di workshop in collaborazione con alcuni atenei italiani e con il patrocinio dellâ€™UniversitÃ  IUAV di Venezia, finalizzati allâ€™elaborazione di progetti con caratteristiche di idoneitÃ  allâ€™industrializzazione da parte dellâ€™azienda. Foscarini Lab [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://allyoucanupload.webshots.com/v/2004611777930171330"><img border="0" src="http://aycu04.webshots.com/image/35043/2004611777930171330_rs.jpg" alt="Free Image Hosting at allyoucanupload.com"/></a>A conferma dellâ€™impegno costante nellâ€™ambito della ricerca e della sperimentazione nonchÃ© della propria vocazione di talent scout, Foscarini vara il progetto Foscarini Lab, una serie di workshop in collaborazione con alcuni atenei italiani e con il patrocinio dellâ€™UniversitÃ  IUAV di Venezia, finalizzati allâ€™elaborazione di progetti con caratteristiche di idoneitÃ  allâ€™industrializzazione da parte dellâ€™azienda.</p>
<p>Foscarini Lab Ã¨ unâ€™opportunitÃ  che lâ€™azienda offre a laureati che abbiano conseguito la specializzazione in disegno industriale del prodotto. Per la sua attuazione lâ€™azienda applica una strategia stimolante, in linea con il proprio stile: la partecipazione a ogni workshop Ã¨ su invito e coinvolgerÃ  laureati formatisi presso sedi universitarie diverse. CiÃ² al fine di promuovere un confronto fra esperienze di studio e percorsi di ricerca, per arrivare a delineare un progetto che rientri nello â€˜spiritoâ€™ Foscarini.</p>
<p>Il primo workshop, sviluppato nel corso del mese di novembre 2007, ha per tema â€œSostenibilitÃ : il ciclo di vita del prodottoâ€ e coinvolgerÃ  10 laureati provenienti dalle universitÃ  di Milano, Napoli, Torino e Venezia. Coordinatore Ã¨ Marco Zito, architetto e designer che ha al suo attivo anni di docenza presso diverse universitÃ  italiane e di collaborazione con aziende nel settore design.<br />
<span id="more-187"></span></p>
<p>Foscarini aprirÃ  le porte dellâ€™azienda ai partecipanti, mettendo a disposizione esperienza, know how e competenza sul piano tecnico e del design. Lâ€™incontro favorirÃ  inoltre la conoscenza personale e la possibilitÃ  di interloquire direttamente con i partecipanti, ai quali Ã¨ offerta in tal modo la possibilitÃ  di entrare in sintonia con lâ€™azienda. In questa occasione, un panel di esperti coordinato da Alberto Bassi, storico e critico del design, porterÃ  il proprio contributo sviluppando il tema della sostenibilitÃ  da prospettive diverse. La giornata di formazione prevede interventi di Paolo Tamborrini &#8211; Un nuovo approccio al design sostenibile, Gaddo Morpurgo &#8211; Rallentare e ridurre, Alberto Pasetti &#8211; Sorgenti e consumi energetici, Leo Breeidveld &#8211; Il ciclo di vita dei prodotti, Bruce Fifield â€“ Progettare per la sostenibilitÃ  e Marco Zito &#8211; Decalogo sostenibile.</p>
<p>Nei due giorni successivi partirÃ  il lavoro di ricerca in team e usciranno le prime ipotesi, elaborate in un contesto inconsueto, ideale per la concentrazione e lâ€™ispirazione: Ã¨ infatti sullâ€™Isola della Certosa â€“ la piÃ¹ grande delle isole non abitate della laguna di Venezia â€“ che i partecipanti saranno trasferiti subito dopo il brief in azienda.<br />
Lâ€™avanzamento dei progetti saranno verificati, in step successivi, presso la sede Foscarini e i laboratori della FacoltÃ  di design e arte dello IUAV, prima della presentazione ufficiale delle proposte dei giovani laureati.</p>
<p>Con questa iniziativa Foscarini intende riaffermare il proprio orientamento verso la progettualitÃ  di segno fresco e originale, non contaminato da mode o tendenze, ma fondato su sperimentazione e ricerca non fine a se stesse.</p>
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		<title>III Seminario di Progettazione Architettonica nella Riserva di Monte Cammarata</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 10:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ARCblog</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dialogo tra gli spazi della cittÃ  e gli spazi della natura sviluppato in un particolare contesto, quello di Santo Stefano Quisquina, cittÃ  che si trova allâ€™interno del territorio della Riserva Naturale â€œMonte Cammarataâ€. Ãˆ questo il tema centrale del III Seminario di Progettazione Architettonica â€œProgetti per la Riserva Naturale Orientata â€œMonte Cammarataâ€. Spazi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img247.imageshack.us/img247/8714/200250c006ad3fbesr3e4db57yl8.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace="5"/></a>Il dialogo tra gli spazi della cittÃ  e gli spazi della natura sviluppato in un particolare contesto, quello di <strong>Santo Stefano Quisquina</strong>, cittÃ  che si trova allâ€™interno del territorio della <strong>Riserva Naturale â€œMonte Cammarataâ€</strong>.</p>
<p>Ãˆ questo il tema centrale del III Seminario di Progettazione Architettonica â€œProgetti per la Riserva Naturale Orientata â€œMonte Cammarataâ€. Spazi di cittÃ  &#8211; spazi di naturaâ€, organizzato dallâ€™Azienda Regionale Foreste Demaniali, ente gestore della Riserva, in collaborazione con le FacoltÃ  di Ingegneria e di Architettura (sede di Agrigento) dellâ€™UniversitÃ  di Palermo e con la partecipazione della FacoltÃ  di Architettura dellâ€™UniversitÃ  di Ferrara, al via da oggi a Santo Stefano Quisquina.</p>
<p><span id="more-115"></span></p>
<p>Dopo aver trattato nelle passate edizioni i temi dellâ€™infrastrutturazione della Riserva e quelli dellâ€™ospitalitÃ  e dellâ€™accoglienza, la manifestazione, che si concluderÃ  giovedÃ¬, analizzerÃ  i delicati rapporti tra architettura ambiente e natura, dando spunto anche a importanti riflessioni sul problema dei vuoti urbani e dei luoghi di bordo presenti nella cittÃ  contemporanea.</p>
<p>Oltre al workshop di progettazione, il Seminario prevede varie lezioni e conferenze a cui interverranno alcuni tra i maggiori esperti nazionali del settore. I risultati finali e i lavori di progettazione realizzati, verranno presentati il 18 dicembre a Palermo, nella sede di Palazzo Steri.</p>
<p>Via | <a href="http://db.parks.it/news/dettaglio.php?id=863">Parks.it</a></p>
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		<title>Il Knowledge Management</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 12:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Knowledge Management, ovvero la gestione delle conoscenze aziendali, rappresenta la nuova frontiera degli studi di management d&#8217;impresa, dopo il Total Quality Management e il Reenginering, e rappresenta lo strumento idoneo a valorizzare la risorsa della conoscenza, nellâ€™ambito dellâ€™organizzazione. Il Knowledge Managment Ã¨, infatti, un nuovo modo di pensare all&#8217;organizzazione e alla condivisione delle risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img100.imageshack.us/img100/9238/200kmconceptfinal14235b7hw0.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace="5"/></a>Il <strong>Knowledge Management</strong>, ovvero la gestione delle conoscenze aziendali, rappresenta la nuova frontiera degli studi di management d&#8217;impresa, dopo il Total Quality Management e il Reenginering, e rappresenta lo strumento idoneo a valorizzare la risorsa della conoscenza, nellâ€™ambito dellâ€™organizzazione. </p>
<p>Il <strong>Knowledge Managment</strong> Ã¨, infatti, un nuovo modo di pensare all&#8217;organizzazione e alla condivisione delle risorse intellettuali e creative di un&#8217;organizzazione.<br />
Esso si riferisce allo sforzo sistematico di trovare, organizzare e rendere disponibile il capitale intellettuale di uno studio o di un&#8217;azienda, nonchÃ© di alimentare una cultura di apprendimento continuo e condivisione della conoscenza, in modo che le attivitÃ  organizzative possano costruire sulle conoscenze giÃ  acquisite.</p>
<p><span id="more-89"></span></p>
<p>Il Knowledge Managment ha come obiettivo quello di pianificare, coordinare, implementare e monitorare le attivitÃ  predisposte per la gestione esplicita e sistematica delle conoscenze, necessarie alla realizzazione del progetto.</p>
<p>Possiamo dire che il capitale intellettuale di una organizzazione Ã¨ la somma delle sue informazioni, della sua esperienza, delle sue conoscenze concrete, delle sue relazioni e dei suoi processi. </p>
<p>Un sistema completo di  Knowledge Management include non solo processi per acquisire ed archiviare conoscenze ed organizzarle per un facile accesso, ma anche modi, per generare nuova conoscenza attraverso l&#8217;apprendimento e per condividere la conoscenza all&#8217;interno di tutta l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Nell&#8217;attuale contesto, la conoscenza, di cui le risorse umane sono portatrici, rappresenta la risorsa scarsa di maggior valore.</p>
<p>Per questa ragione, la gestione efficace delle conoscenze, ossia delle risorse intellettuali (intangibles asset o knowledge capital), rappresentate dalle risorse umane, diventa fondamentale, per definire strutture organizzative efficienti ed efficaci.<br />
La conoscenza dei dati da sola, tuttavia, non Ã¨ sinonimo di dati e di informazioni, nonostante faccia uso di entrambi. I dati sono fatti e numeri semplici ed assoluti che, per se stessi, sono di scarsa utilitÃ .</p>
<p>Il Knowledge Managment Ã¨ portatore sia di un valore tecnico, sia di un valore piÃ¹ propriamente gestionale, dove la triade dati-informazione-conoscenza diviene un processo di scelta delle risorse e si traduce in tecnologia dellâ€™informazione, ossia in sistemi informativi che permettono di valutare mondi complessi dâ€™informazione, per favorirne lâ€™organizzazione, la diffusione, lâ€™utilizzo, lâ€™accesso e lo sfruttamento.</p>
<p>PerchÃ© siano di utilitÃ  all&#8217;organizzazione, i dati vengono elaborati in informazioni attraverso il loro collegamento ad altri dati e convertiti in un utile contesto per un utilizzo specifico. La conoscenza nasce, quindi, dal tener conto dal collegamento di un&#8217;informazione con altre informazioni e dal confronto con le conoscenze giÃ  acquisite. Rispetto a dati ed informazioni, la conoscenza implica sempre l&#8217;intervento dellâ€™intelletto e si basa sulle informazioni precedenti, sull&#8217;esperienza diretta, sull&#8217;intuito e sulla comprensione, e quindi sulla ricerca del modo in cui agire in base all&#8217;informazione, per conseguire gli obiettivi organizzativi.</p>
<p>La produzione della conoscenza nasce dunque da un incontro bilanciato di fattori tecnologici ed organizzativi e tale rapporto Ã¨ lâ€™elemento condizionante la trasformazione di una risorsa di conoscenza taciuta in una conoscenza espressa.</p>
<p>In seno al <strong>Sistema QualitÃ </strong>, il <strong>Knowledge Managment</strong> ha il compito fondamentale di creare i meccanismi necessari di conversione della conoscenza taciuta in conoscenza espressa, attraverso unâ€™azione sistematica di concorso e formalizzazione di  tutto il patrimonio intellettuale degli attori del progetto.</p>
<p><em>Prof. Arch. Stefano Lungo per arcblog.com</em></p>
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		<title>Lâ€™Ecolabel</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2006 12:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Bio-Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;etichetta ecologica europea (ecolabel) Ã¨ stata istituita per la prima volta con il regolamento comunitario 880/92 e successivamente revisionata, sino ad arrivare alla stesura dell&#8217;attuale regolamento N. 1980/2000 del 17 luglio 2000, entrato in vigore il 24 settembre 2000. Le motivazioni che hanno spinto a varare questo regolamento sono state principalmente le seguenti: a. la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://imageshack.us"><img src="http://img149.imageshack.us/img149/4605/ecolabelkr0.jpg" border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" align="left" hspace="5"/></a>L&#8217;etichetta ecologica europea (<strong>ecolabel</strong>) Ã¨ stata istituita per la prima volta con il regolamento comunitario 880/92 e successivamente revisionata, sino ad arrivare alla stesura dell&#8217;attuale regolamento N. 1980/2000 del 17 luglio 2000, entrato in vigore il 24 settembre 2000. </p>
<p>Le motivazioni che hanno spinto a varare questo regolamento sono state principalmente le seguenti: </p>
<li><strong>a</strong>. la volontÃ  di tradurre in un progetto concreto i principi esposti nel V piano d&#8217;azione Comunitario in campo ambientale: superare la tradizionale politica di tipo &#8220;Command and Control&#8221; (ovvero l&#8217;imposizione di una normativa e il successivo controllo del suo rispetto) per una di tipo volontario al fine di  meglio incentivare il naturale diffondersi sul mercato di prodotti a ridotto impatto ambientale; </li>
<li><strong>b</strong>. l&#8217; esigenza di fornire  migliori informazioni  sull&#8217;impatto ambientale dei prodotti ad un consumatore maggiormente interessato alla problematica ambientale e al consumo sostenibile; </li>
<li><strong>c</strong>. il diffondersi sul mercato internazionale di varie etichettature ecologiche.</li>
<p><span id="more-93"></span></p>
<p>    L&#8217;obiettivo era quello di inserire questo strumento all&#8217;interno di una piÃ¹ vasta azione di Politica Integrata di Prodotto. Scopo di tali politiche Ã¨  quello di impostare un approccio alle politiche ambientali che sia principalmente rivolto  al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali di un prodotto (bene e servizio) e che abbia quale contesto di riferimento il suo intero ciclo di vita. </p>
<p>L&#8217;Ecolabel si presenta quindi coerentemente con l&#8217;LCA, di cui si serve quale base metodologica, come un nuovo modus operandi volto ad integrare i piÃ¹ diversi strumenti pensati e applicati in questi anni per la tutela ambientale: strumenti di tipo volontario (marchi ecologici, emas, ISO 14000, accordi volontari) e strumenti economici (tasse e incentivi, depositi su cauzione, permessi negoziabili).  </p>
<p>E&#8217; evidente quindi come esso non rappresenti che un mezzo tra i diversi applicabili all&#8217;interno di una piÃ¹ vasta politica ambientale dell&#8217;impresa. Sotto tali premesse Ã¨ comprensibile come l&#8217;efficacia dello strumento, se non affiancato da altre e differenziate azioni, rischia di diventare un vacuo dispendio di energie e risorse.</p>
<p>In questo contesto meglio comprendiamo come lo sviluppo di prodotti a minor impatto ambientale Ã¨ destinato a trovare una sua valorizzazione e lo strumento dell&#8217;Ecolabel una collocazione ed utilizzo congruente con la propria natura. L&#8217;obiettivo Ã¨ quello di arrivare ad impostare degli strumenti (come l&#8217;Ecolabel o certificazioni di prodotto quali quelle previste nella ISO 14020) che rispondano alle seguenti caratteristiche:<br />
Â·	Siano volontari in ogni loro articolazione;<br />
Â·	Rispondano ai requisiti di scientificitÃ  e trasparenza;<br />
Â·	Raggiungano tutte le tipologie di prodotto;<br />
Â·	Siano complementari tra loro e non sostitutivi;<br />
Â·	Consentano una corretta valutazione dei miglioramenti ambientali dei settori e dei singoli produttori.<br />
Â·	Siano efficaci nel monitorare i miglioramenti e nel benchmarking.<br />
Tentiamo di capire allora come l&#8217;Ecolabel possa rappresentare uno strumento che risponde a queste caratteristiche e tende ai succitati obiettivi.</p>
<p><strong>CARATTERISTICHE PRINCIPALI</strong><br />
Â·	l&#8217;etichetta ecologica europea Ã¨ uno standard europeo di carattere volontario. Volontari sono anche i sistemi di gestione ambientale ISO 14000 e il regolamento Emas. Tra gli strumenti pensati per la tutela ambientale conosciamo oltre ai giÃ  ricordati strumenti non coercitivi, strumenti altri di tipo economico (tasse, incentivi depositi su cauzione, permessi negoziabili ecc.). L&#8217;obiettivo sarebbe quello di studiare una corretta politica in grado di integrare i due filoni e sfruttarne le possibili sinergie.<br />
Â·	Scopo ultimo dell&#8217;ecolabel Ã¨ quello di incentivare la produzione di prodotti a minor impatto. Per riuscire in ciÃ² trae i criteri ecologici dall&#8217;impiego del Life Cycle Assessment. La valutazione che si arriverÃ  a formulare sul prodotto potrÃ , quindi, dirsi riferita all&#8217;intero ciclo di vita del prodotto, secondo il criterio primo su cui si fonda uno studio LCA.<br />
Â·	L&#8217;Ecolabel si basa sulla valutazione delle prestazioni ambientali di prodotti destinati al consumatore finale. CiÃ² significa, evidentemente, che l&#8217;etichetta europea non potrÃ  essere rilasciata a prodotti intermedi e non sarÃ  quindi applicabile nelle filiere di prodotto.<br />
Â·	Sono esclusi dall&#8217;applicazione dell&#8217;Ecolabel i prodotti classificati come molto tossici, tossici, dannosi per l&#8217;ambiente, cancerogeni, tossici per la riproduzione, mutageni, o fabbricati con processi che possono nuocere in modo significativo all&#8217;uomo e/o all&#8217;ambiente, o che potrebbero essere pericolosi per il consumatore durante l&#8217;uso. Non puÃ² essere inoltre concesso a prodotti alimentari, bevande, prodotti farmaceutici e dispositivi medici.<br />
 L&#8217;ecolabel Ã¨ applicabile esclusivamente a quelle categorie di prodotto per cui sia possibile definire dei criteri di riferimento. L&#8217;ecolabel del resto non Ã¨ un premio al miglior prodotto sul mercato; esso prevede, al contrario, che vengano fissati e definiti per alcune categoria di prodotto (vedi tab. 1) dei criteri ecologici su cui fondare la valutazione e decidere, in ultima analisi, di rilasciare o meno l&#8217;etichetta. Un bene, cioÃ¨ , puÃ² essere definito ambientalmente compatibile solo in senso relativo, quando cioÃ¨ posto a confronto con altri prodotti, appartenenti ad un medesimo gruppo ed aventi la medesima funzione, provoca un minore impatto sull&#8217;ambiente</p>
<p><strong>Il regolamento Ecolabel 1980/2000 del 17 luglio</strong> 2000<br />
Secondo quanto riportato nell&#8217;articolo 18 del vecchio regolamento, la Commissione aveva il compito di riesaminare il sistema in base all&#8217;esperienza maturata nei primi anni di impiego, e cosÃ¬ il 24.06.99 il Consiglio dei Ministri dell&#8217;Unione Europea ha approvato la revisione del regolamento 880/92 per la modifica e il miglioramento di alcuni aspetti. Il 17 luglio 2000 si Ã¨ arrivati alla stesura definitiva del nuovo regolamento N. 1980/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio entrato in vigore il 24 settembre 2000.</p>
<p>Quali novitÃ  il nuovo testo prevede che:<br />
Â·	per essere incluso nello schema ecolabel un gruppo di prodotti deve:<br />
I) rappresentare un significativo volume di vendita nel mercato interno (di cui una parte significativa rivolta al consumatore finale);<br />
II) implicare significativi impatti ambientali su scala globale o regionale;<br />
III) presentare significative potenzialitÃ  di miglioramento dell&#8217;ambiente attraverso le scelte dei consumatori, incentivando i produttori e i fornitori a cercare vantaggi competitivi attraverso l&#8217;offerta di prodotti etichettati. Un gruppo di prodotti puÃ² essere suddiviso in sottogruppi, con corrispondenti adattamenti dei criteri ecologici.<br />
Â·	la Commissione, con il coinvolgimento del CUEME (Comitato dell&#8217;Unione Europea per il Marchio di qualitÃ  Ecologica,l&#8217;organismo che riunisce gli Organismi Competenti del Paesi Membri e il Forum Consultivo composto da rappresentanti delle parti interessate) deve stabilire entro un anno dall&#8217;entrata in vigore del regolamento (cioÃ¨ entro settembre 2001) un piano di lavoro che includa una strategia di sviluppo dello schema Ecolabel per i successivi tre anni, in cui definire:<br />
I) gli obiettivi ambientali,<br />
II) la penetrazione del mercato;<br />
III) una lista non esaustiva di gruppi di prodotti considerati prioritari;<br />
IV) piani di coordinamento e cooperazione tra Ecolabel Europeo e altre etichette ecologiche (l&#8217;etichettatura dei prodotti in base alle norme ISO 14020 Ã¨ stata emessa di recente) presenti nei Paesi Membri, nonchÃ© indicazioni finanziarie.<br />
Il piano, inoltre, deve esaminare la possibilitÃ  di applicare lo schema Ecolabel ai servizi, in relazione agli sviluppi in tale settore dello schema Emas.<br />
Â·	l&#8217;estensione ai servizi che aprirÃ  nuovi importanti ambiti di applicazione dell&#8217;etichetta, fornendo garanzie ai consumatori sulla compatibilitÃ  ambientale dei servizi utilizzati. Di notevole valore  tale revisione in quanto contribuirÃ  ad un allargamento del sistema anche presso il pubblico.<br />
La modifica al regolamento si  Ã¨ resa necessaria dopo che nel corso dei primi 5 anni di applicazione del marchio sono emerse alcune problematiche quali:<br />
Â·	scarso numero dei criteri approvati, a causa della lunghezza e della complessitÃ  degli studi necessari, dalla mancanza di una metodologia unica e dalla farraginositÃ  delle procedure di adozione interne alla Commissione;<br />
Â·	scarso numero di prodotti etichettati, a causa di posizioni molto diverse emerse da parte del mondo delle imprese circa il livello di selettivitÃ  dell&#8217;Ecolabel, ritenuto da alcune troppo esteso da altre eccessivamente riduttivo;<br />
Â·	accuse di scarsa trasparenza delle procedure di definizione dei criteri, soprattutto da parte di paesi extracomunitari e per la necessitÃ  di riferirsi alla normativa ISO 14000 sulla certificazione di prodotto .<br />
    Visti i nuovi indirizzi, sono stati inseriti tra gli allegati del nuovo regolamento schemi indicativi per l&#8217;analisi della vita del prodotto, requisiti metodologici per la definizione dei criteri e principi procedurali per la definizione dei criteri.<br />
L&#8217;Anpa ha intrapreso studi di fattibilitÃ  per l&#8217;applicazione dell&#8217;Ecolabel alle strutture ricettive nazionali in relazione alle prospettive che si stanno delineando per i progetti di Politiche Integrate di Prodotto in aree protette e in aree turistiche strategiche.</p>
<p>    In base alle indicazioni del nuovo regolamento, tra le categorie previste come possibili richiedenti nel nuovo regolamento vi sono anche, come accennato, i distributori. Prendendo atto del fatto che giÃ  oggi questa categoria Ã¨ quella che ha mostrato maggiore interesse all&#8217;Ecolabel (richiesto e ottenuto da alcuni prodotti commercializzati con marchi quali Esselunga e Coop), concludiamo come consentire  ad essi una richiesta autonoma significherÃ  incremento nelle domande di adesione al sistema. Quale effetto sperato, una maggiore sensibilizzazione dei produttori,che potranno cosÃ¬ meglio sfruttare i vantaggi competitivi garantiti dal marchio  e un notevole ampliamento del numero di consumatori informati sull&#8217;etichetta. Saranno questi a poter cosÃ¬ divenire parte attiva nella promozione del marchio.</p>
<p>Criteri per l&#8217;assegnazione dell&#8217;etichetta<br />
Definizione dei criteri<br />
    L&#8217;iter previsto per la definizione dei criteri, dalla scelta del gruppo di prodotti da sottoporre allo studio, alla definizione e all&#8217;adozione dei criteri stessi da parte della Commissione, Ã¨ indubbiamente complesso. La procedura per la definizione dei criteri ecologici puÃ² essere avviata dalla Commissione di propria iniziativa o su richiesta del CUEME.</p>
<p>    La Commissione, tenendo conto del piano di lavoro e dei requisiti metodologici, rimanderÃ  al CUEME lo sviluppo e l&#8217;eventuale modifica degli appositi criteri. Sulla base del mandato, il CUEME sviluppa quindi i criteri garantendo la partecipazione delle parti interessate riunite nel forum consultivo (industriali, artigiani, fornitori di servizi, rivenditori, importatori, associazioni ambientaliste, sindacati, organizzazioni dei consumatori). I criteri elaborati, se rispecchiano il mandato, vengono sottoposti dalla Commissione all&#8217;approvazione del Comitato composto dai rappresentanti dei Paesi membri dell&#8217;Unione Europea che deliberano con voto ponderato.</p>
<p>I voti necessari per l&#8217;approvazione sono 62<br />
I voti sufficienti al blocco sono 26</p>
<p>Tra gli stati membri l&#8217;Italia insieme alla Francia, all&#8217;Inghilterra, alla Germania ha la possibilitÃ  di esprimere fino a 10 punti, numero massimo di voti attribuiti ad un singolo paese (Fonte: UE &#8211; DG XI).</p>
<p>Una volta che il progetto Ã¨ stato approvato dal Comitato, la Commissione adotta le misure previste e le pubblica sulla Gazzetta Ufficiale delle ComunitÃ  Europee serie L.<br />
Nella definizione dei criteri ecologici, decisiva Ã¨ l&#8217;adozione di procedure del tipo LCA. Sono previste infatti quali fasi centrali nel processo decisivo l&#8217;esecuzione di un inventario e una valutazione degli impatti.</p>
<p>Forniamo un esempio. Per l&#8217;assegnazione dell&#8217;etichetta alle lavatrici i criteri di riferimento sono:<br />
1) criteri chiave che riguardano il consumo d&#8217;energia (per lavare un Kg di biancheria di cotone con un ciclo di 60  Â°C senza prelavaggio), il consumo d&#8217;acqua e il consumo di detersivo;<br />
2) criteri ottimali di funzionamento riguardano, invece, le istruzioni per l&#8217;utilizzazione e l&#8217;incoraggiamento al riciclaggio tramite la marchiatura dei materiali plastici;<br />
3)criteri relativi alle prestazioni in particolare alla qualitÃ  del lavaggio e al risciacquo.<br />
Procedura di concessione dell&#8217;Ecolabel</p>
<p>La concessione del marchio Ecolabel  Ã¨ rilasciata in ogni paese dell&#8217;Unione da un Organismo Competente (O.C.) dello Stato in cui il bene Ã¨ prodotto o commercializzato per la prima volta. Visto che l&#8217;Etichetta Ecologica europea Ã¨ stata istituita da un Regolamento, essa non ha avuto bisogno di essere recepita da parte di legislazioni nazionali di ciascun paese membro; l&#8217;unico atto richiesto Ã¨ la nomina da parte di ciascun stato, di un istituzione, l&#8217;O.C. appunto, che si renda responsabile del rilascio dell&#8217;Ecolabel sul territorio nazionale come nei confronti dell&#8217;UE.</p>
<p>La domanda , allora, dovrÃ  essere  inoltrata dal soggetto richiedente all&#8217;apposito Organismo Competente. Nel nostro paese l&#8217;uso dell&#8217;etichettatura viene concesso dal Comitato Ecolabel-Ecoaudit. Tale Comitato, composto da rappresentanti dei Ministeri dell&#8217;Ambiente, dell&#8217;Industria, della SanitÃ  e del Tesoro, per le funzioni relative al marchio di qualitÃ  ecologica, si avvale:<br />
- dell&#8217;ANPA per le attivitÃ  di supporto tecnico, comprendenti l&#8217;analisi della documentazione presentata dalle aziende interessate a ottenere l&#8217;uso dell&#8217;etichetta ai fini dell&#8217;approvazione da parte della Sezione della concessione del diritto d&#8217;uso;<br />
- dell&#8217;ispettorato tecnico del Ministero dell&#8217;Industria per l&#8217;accertamento dei requisiti di idoneitÃ  dei laboratori abilitati ad eseguire l&#8217;accertamento tecnico preliminare indipendente ai sensi dell&#8217;art. 7 c.6 del regolamento 1980/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio e per la redazione dell&#8217;elenco di tali laboratori.<br />
- del Forum consultivo (non ancora nominato) per l&#8217;acquisizione di pareri sulla proposizione alla<br />
Commissione europea di nuovi gruppi di prodotti;</p>
<p>PuÃ² presentare domanda chi produce, importa o commercializza per la prima volta un prodotto rientrante in un gruppo definito di prodotti per cui siano giÃ  stati definiti dei criteri ecologici di riferimento da parte della Commissione Europea con apposita decisione (vedi tab. 1).</p>
<p>Tab. 1 Elenco dei prodotti per i quali sono stati approvati i criteri di assegnazione dell&#8217;Ecolabel</p>
<p>PRODOTTO	PUBBLICAZIONE SU G.U.<br />
Lavatrici	GUCE L 191/56 del 01.08.96 in revisione<br />
Lavastoviglie	G.U.C.E.L 216 del 4.08.98<br />
Tessuto carta	G.U.C.E.L 019/79 del 24.01. 98<br />
Ammendamenti	G.U.C.E. L 219 del 07.08.98<br />
Detersivi per lavatrici	G.U.C.E. L 217/14 del 13.09.95<br />
Vernici	G.U.C.E. L 4/8 del 06.01.96<br />
Tessili (lenzuola e T-shirt)	G.U.C.E. L 116/30 del 11.05.96<br />
Carta per fotocopie	G.U.C.E. L 192/26 del 02.08.96<br />
Frigoriferi e congelatori	G.U.C.E. L 323/35 del 13.12.96<br />
Materassi da Letto	G.U.C.E. L 302/31 del 12.11.98<br />
Verniciati per interni	G.U.C.E. L5 del 9.01.99<br />
Detersivi per lavastoviglie	G.U.C.E. L 167/38 del 02.07.99<br />
Detersivi per bucato	G.U.C.E. L 187/52 del 20.07.99<br />
Computer Portatili	G.U.C.E. L 276 del 27.10.99<br />
Lampade elettriche	G.U.C.E. L 216 del 14.08. 99<br />
Personal Computers	G.U.C.E. L 170/46 del 17.03.99<br />
Calzature	G.U.C.E. L 57/31 del 05.03.99<br />
Prodotti in via di regolamentazione	Stato dei lavori:<br />
Pneumatici	Studi di fattibilitÃ  avviati<br />
Televisori	Studi di fattibilitÃ  avviati<br />
Aspirapolvere	Studi di fattibilitÃ  avviati<br />
Mobili	Studi di fattibilitÃ  avviati<br />
Rivestimenti	Studi di fattibilitÃ  avviati<br />
Batterie per beni di consumo	Studi completati &#8211; Lavori sospesi<br />
Sacchetti per rifiuti	Studi completati &#8211; Lavori sospesi</p>
<p>Una volta inoltrata la domanda all&#8217;Organismo Competente sarÃ  quest&#8217;ultimo a valutare la rispondenza del prodotto ai criteri ecologici definiti. Se la decisione dell&#8217;O.G. Ã¨ favorevole al rilascio del marchio, l&#8217;organismo la notifica alla Commissione allegando tutti i certificati e i risultati della valutazione; qualora la Commissione intendesse respingere la domanda di assegnazione deve darne comunicazione all&#8217;organismo nazionale entro trenta giorni dalla notifica, altrimenti la richiesta va considerata accolta. In quest&#8217;ultimo caso l&#8217;organismo competente stipula con il richiedente un contratto nel quale vengono precisate le condizioni d&#8217;uso del marchio di qualitÃ  ecologica.</p>
<p>Una volta assegnato, il marchio, un fiore la cui corolla Ã¨ formata da dodici stelle in cerchio, simbolo dell&#8217;Unione, avrÃ  validitÃ  per un massimo di 3 anni, periodo che andrÃ  a ridursi qualora decadano alcuni dei criteri su cui era stata basata l&#8217;assegnazione del marchio. Una volta concessa l&#8217;etichetta, chiunque puÃ² chiedere informazioni sulle ragioni che hanno motivato la decisione di assegnazione.<br />
Gli oneri finanziari che il richiedente dovrÃ  sostenere per richiedere e ottenere l&#8217;etichetta, consistono in:<br />
- costi per le prove;<br />
- pagamento del diritto d&#8217;istruttoria;<br />
- pagamento dei diritti d&#8217;uso annuali e costi per le verifiche successivi alla concessione dell&#8217;etichetta.<br />
Incentivi all&#8217;Ecolabel</p>
<p>L&#8217;impegno richiesto all&#8217;azienda nell&#8217;implementazione di tale strumento non Ã¨ certamente trascurabile. La sua limitata diffusione, infatti, molto Ã¨ dipesa dai costi che l&#8217;azienda deve sostenere per la sua implementazione e per le complessitÃ  e lungaggine dell&#8217;iter richiesto per giungere alla certificazione. Per queste ragioni stanno crescendo negli ultimi anni politiche fiscali volte ad incentivare l&#8217;utilizzo di tali mezzi . Diffuse sono state infatti le richieste da parte del mondo imprenditoriale di sgravi fiscali e burocratici. L&#8217;ecocertificazione (sia l&#8217;ecolabel sia l&#8217;Emas) non puÃ² diventare un aggravio burocratico, al contrario migliorando il livello di fiducia tra amministrazioni locali, imprese e consumatori, dovrebbe aiutare a smaltire gli iter di autorizzazione. Anche il Governo italiano da tempo lavora verso questa direzione: la  creazioni di uno &#8220;sportello unico ambientale&#8221;, semplificazioni studiate per le aziende certificate, misure a favore dei prodotti che ottengono l&#8217;etichettatura ecologica Ecolabel e sgravi alle  aziende che realizzano investimenti avanzati ed innovativi in campo ambientale.</p>
<p>Chiare indicazioni per l&#8217;utilizzo corretto di meccanismi di incentivazione e disincentivazione finalizzati alla protezione ambientale  sono state fornite giÃ  da tempo dall&#8217;UE . Anche l&#8217;OCSE, in tema di sviluppo sostenibile e di problemi ambientali da affrontare entro l&#8217;anno 2010, suggerisce l&#8217;utilizzo di analisi del ciclo di vita del prodotto al fine di comprendere dove conviene intervenire per avvicinarsi all&#8217;obiettivo fissato: un sistema di emissioni che voglia tendere allo zero.</p>
<p><strong>L&#8217;ecolabel in Italia</strong><br />
In Italia i prodotti per i quali l&#8217;Organismo Competente nazionale ha concesso l&#8217;uso del marchio sono:</p>
<p>DENOMINAZIONE PRODOTTO	GRUPPO	PRODOTTO DA	COMMERCIALIZZATO<br />
Ecolucart 4 maxi	Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Cartiera Lucchese<br />
Ecolucart 8maxi	        Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Cartiera Lucchese<br />
Esselunga per chi ama la natura 4rotoli	Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Esselunga<br />
Esselunga per chi ama la natura 8rotoli	Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Esselunga<br />
Ecolucart 350 8rotoli	Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Cartiera Lucchese<br />
Coop carta igienica ecologica 4maxi rot.	Tessuto carta	Cartiera Lucchese	Coop<br />
Collezioni Lenzuola (Edera, Ardesia, Essenze, Flora, Acacia)	Tessili	Madival SpA<br />
Esselunga per chi ama la natura-Pastiglie per lavastoviglie 500 g (25x20g)	Detersivi per lavastoviglie.	General Detergents SpA	Esselunga</p>
<p><em>Prof. Arch. Stefano Lungo per arcblog.com</em></p>
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